Il giornale delle associazioni

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mercoledì 31 dicembre 2014

mostro di Firenze - un giorno in Pretura . compagni di merende










lunedì 1 dicembre 2014

Il codice Napoleonico- Prima parte




Il Codice


Il Codice Napoleonico (detto anche Codice Napoleone, in lingua francese Code Napoléon, ufficialmenteCode civil des Français) è il codice civile attualmente in vigore in Francia ed è uno dei più celebri codicicivili del mondo, così chiamato perché voluto da Napoleone Bonaparte.
Esso servì da modello ed influenzò tutti i codici successivi ed esercitò una notevole influenza in numerosi paesi al mondo. Il Codice Napoleonico è ricordato ancora oggi per essere stato il primo codice moderno, introducendo chiarezza e semplicità delle norme e soprattutto riducendo ad unità il soggetto giuridico.

Lo scopo che si prefiggeva il legislatore era di dar vita ad un testo che ponesse fine in maniera definitiva alla tradizione giuridica dell'Ancien Régime, caratterizzata dalla molteplicità giurisprudenziale e dal frantumato particolarismogiuridico che affondava le proprie radici nell'ormai frusto e farraginoso sistema del diritto comune.
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Il codice si ispira sia al diritto della tradizione franco-germanica, caratteristico del nord della Francia (dei pays de droit coutumier), ma prende, come ulteriore modello di riferimento, il diritto romano (Corpus iuris civilis) prevalente al centro-sud del paese (nei pays de droit ecrit) e così come interpretato dai giuristi medievali (Glossatori e Commentatori) della parte meridionale del paese. In questo senso i primi giuristi positivistici dell'epoca ritennero la codificazione il trionfo della ragione giuridica di stampo illuminista in grado di trasfondere il diritto naturale e consuetudinario nei codici, plasmando i principi, fumosi e generici, del diritto precedente.


La commissione incaricata era composta da quattro grandi giuristi: dal presidente della Corte di Cassazione François Denis Tronchet, dal giudice della medesima corte JacquesMaleville, da un alto funzionario amministrativo (commissario di Governo) Jean Etienne Marie Portalis e da Félix Julien Jean Bigot de Préamenau, membro del vecchio Parlamento di Parigi soppresso dalla Rivoluzione, sotto la direzione di Jean-Jacques Régis de Cambacérès. In soli quattro mesi (dall'agosto al novembre 1800) fu presentata una bozza inviata alla Corte di Cassazione con lo scopo di ottenere osservazioni in merito.

Fu chiesto il parere anche del Consiglio di Stato, presieduto da Napoleone, ed infine inviato al Parlamento per l'approvazione, non prima della discussione all'interno del Tribunato. Grazie al prestigio personale dell'imperatore si riuscirono a superare gli ostacoli rappresentati dalle Corti e l'ostruzionismo dell'apparato burocratico. Le vicende personali di Napoleone influirono su alcuni aspetti specifici, quali divorzio e adozione. Si deve proprio a Napoleone, privo di nozioni giuridiche, la particolare chiarezza dell'articolato.
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giovedì 20 novembre 2014

Guida in stato di ebbrezza

L'ADSL di Telecom Italia
 IT



Alexis Bardi


Guida in stato di ebbrezza                                                                2460378

La guida in stato di ebbrezza è un reato previsto dall' ordinamento giuridico italiano agli articoli 186 e 187 del Codice della strada, di competenza del Tribunale monocratico. Con una serie di modifiche, tra cui la legge n ° 125 del 24 Luglio 2008 e la legge n° 120 del 29 Luglio 2010, le sanzioni previste sono state inasprite:

Tasso alcolemico e sanzioni


In caso di accertamento di un tassoalcolemico superiore a 0,5 e non superiore a 0,8 grammi per litro, sono previste due sanzioni amministrative, il pagamento di una somma da euro 500 a euro 2.000 e la sospensione della patente di guida da tre a sei mesi;

In caso di accertamento di un tasso alcolemico superiore a 0,8 e non superiore a 1,5 grammi per litro, le sanzioni sono l'ammenda da euro 800 a euro 3.200, l'arresto fino a sei mesi e la sospensione della patente di guida da sei mesi ad un anno;
In caso di accertamento di un tasso alcolemico superiore a 1,5 grammi per litro, le sanzioni sono l'ammenda da euro 1.500 a euro 6.000, l'arresto da sei mesi a un anno e la sospensione della patente di guida da uno a due anni. Inoltre il veicolo utilizzato al momento del reato viene confiscato se appartiene al guidatore in stato di ebbrezza. Invece se chi guida in stato di ebbrezza è persona diversa dal proprietario, al guidatore viene sospesa la patente per un periodo da due a quattro anni. Se si compie questo reato per due volte in un biennio la patente di guida viene revocata.
Il legislatore ha previsto un inasprimento delle sanzioni per far fronte all'enorme numero di incidenti stradali causati dall'alcol: un incidente su quattro, infatti, può essere, direttamente o indirettamente, causato dall'abuso di sostanze alcoliche. La legge prevede inoltre che, in caso di omicidio colposo conseguente a un incidente stradale, lo stato di ebbrezza del guidatore costituisce un'aggravante. In caso di incidente stradale le pene di cui sopra sono raddoppiate, ed è disposto il fermo amministrativo del veicolo per centottanta giorni, salvo che il veicolo appartenga a persona estranea all'illecito.
In passato il caso di cui alla lettera a) dell'art. 186 C.d.S. - tasso alcolico inferiore a 0,8 g/l era considerato reato, che era possibile estinguere mediante il pagamento di 1/3 del massimo dell'ammenda, ad oggi con l'approvazione del nuovo codice della strada, la prima fascia (0,50-0,80 g/l) è stata depenalizzata ad illecito amministrativo.
Rifiutandosi di eseguire l'accertamento si subiscono le conseguenze del caso in cui si guida con un tasso alcolemico superiore a 1,5 g/l, ma la patente viene sospesa per un periodo da sei mesi a due anni.
Chiunque guidi in stato di ebbrezza può essere obbligato dal Prefetto a sottoporsi a visita medica. A chi non esegue l'ordine viene sospesa la patente finché non si sottopone alla visita medica. Anche nel caso di tasso alcolemico superiore a 1,5 g/l il Prefetto ordina la sospensione della patente fino all'esito della visita medica.

La pena detentiva può essere sostituita da lavori socialmente utili, che, se svolti positivamente, fanno estinguere il reato, revocare la confisca dell'autovettura e dimezzare il periodo di sospensione della patente.

Neopatentati e conducenti professionali

Non possono guidare dopo aver assunto sostanze alcoliche:
I conducenti con età inferiore a 21 anni;
I neopatentati (primi tre anni dal conseguimento della patente di guida);
I conducenti professionali, nell'ambito della loro attività (autisti di autobus, taxi, NCC,autoarticolati,autosnodati,autocarri con massa a pieno carico superiore a 3,5 t e complessi di veicoli con massa complessiva superiore a 3,5 t).


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Per queste categorie, in caso di accertamento di un valore corrispondente ad un tasso alcolemico non superiore a 0,5 g/l, è prevista una sanzione da 155 a 624euro e la decurtazione di 5 punti sulla patente; nei casi più gravi, tasso superiore a 0,5 g/l (sanzione aumentata di 1/3), tasso superiore a 0,8 g/l (sanzioni aumentate da 1/3 alla metà). Inoltre, in caso di rilevamento di un tasso alcolemico superiore a 1,5 g/l è prevista la revoca della patente; a tale regola non sono soggetti i neopatentati, gli autisti di taxi e NCC, per i quali la sanzione si applica in caso di recidiva nel corso di un triennio.

Il conducente di età inferiore a 18 anni che ha tasso alcolemico maggiore di zero ma non superiore a 0,5 può conseguire la patente categoria B solo al compimento del diciannovesimo anno di età. Il conducente di età inferiore a 18 anni che ha tasso alcolemico maggiore di 0,5 può conseguire la patente categoria B al compimento del ventunesimo anno di età.

Guida in stato di alterazione psicofisica per uso di sostanza stupefacenti

L'articolo187 Codice della strada prevede che "chiunque guida in stato di alterazione psicofisica dopo aver assunto sostanze stupefacenti o psicotrope è punito con l'ammenda da euro 1.500 a euro 6.000 e l'arresto da sei mesi ad un anno." Inoltre, in caso di assunzione di sostanze stupefacenti, la legge prevede la sanzione amministrativa accessoria della sospensione della patente di guida da uno a due anni.





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